Questa risoluzione impegna il Governo italiano a modificare il proprio orientamento nelle sedi dell'Unione europea riguardo al piano di riarmo, alla gestione dei conflitti internazionali e alle politiche di transizione ecologica e competitività. L'ambito di intervento mira a promuovere una difesa dell'autonomia strategica europea fondata sulla diplomazia, la tutela sociale e il rispetto del diritto internazionale. I soggetti interessati comprendono le istituzioni dell'Unione europea, l'Italia, l'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, oltre alla popolazione civile e alle parti coinvolte nei contesti di crisi in Ucraina e Medio Oriente.
Sul piano operativo, l'atto richiede di respingere il piano europeo di riarmo e di vietare l'impiego dei fondi di coesione o deroghe economiche per la spesa militare, destinando prioritariamente i finanziamenti a sanità, istruzione e sostenibilità ambientale. Si propone la sospensione dell'invio di equipaggiamenti militari in Ucraina, l'esclusione di truppe europee sul campo e l'avvio di trattative di pace coordinate dalle Nazioni Unite e dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Si sollecitano inoltre il riconoscimento dello Stato di Palestina, la sospensione degli accordi commerciali e militari con Israele, la protezione della Corte Penale Internazionale e l'allineamento degli strumenti finanziari agli obiettivi comunitari della transizione ecologica.