Il sistema elettorale con cui i cittadini italiani eleggono il Parlamento è disciplinato dalla Legge 3 novembre 2017, n. 165 (nota come Rosatellum o Rosatellum-bis), modificata dalla legge costituzionale n. 1/2020 che ha ridotto il numero dei parlamentari a 400 deputati e 200 senatori.
Il sistema misto del Rosatellum (Legge 165/2017)
In Italia non c'è un sistema né puramente maggioritario né puramente proporzionale. I seggi sono suddivisi in tre quote rigide:
~37% DEI SEGGI
Maggioritario Uninominale
147 Camera/74 Senato
L'Italia è divisa in collegi uninominali. In ogni collegio vince il candidato che ottiene anche un solo voto in piùdegli altri (*first-past-the-post*). Non c'è ballottaggio: è un turno secco.
Favorisce le coalizioni compatte.
~61% DEI SEGGI
Proporzionale di Lista
245 Camera/122 Senato
I seggi sono distribuiti tra le liste che superano lo sbarramento, proporzionalmente ai voti ricevuti a livello nazionale. Vengono eletti i candidati dei listini bloccati corti (da 2 a 4 nomi, alternati per genere), senza preferenze.
Garantisce la rappresentanza parlamentare alle forze politiche.
~2% DEI SEGGI
Circoscrizione Estero
8 Camera/4 Senato
Riservati ai cittadini italiani residenti all'estero iscritti all'AIRE, suddivisi nelle 4 grandi ripartizioni mondiali (Europa, America del Sud, America del Nord e Centrale, Africa-Asia-Oceania).
Si vota per corrispondenza e con preferenze.
💡 Il legame inscindibile: perché NON c'è il voto disgiunto?
A differenza delle elezioni Comunali o Regionali, alle Elezioni Politiche la scheda è una sola per ciascuna Camera e il candidato uninominale è legato a doppio filo con le liste proporzionali. Se metti una croce su un candidato uninominale di un partito e sul simbolo di un altro partito concorrente, la scheda è nulla.
I 3 concetti fondamentali per capire il voto
1. Sistema misto a prevalenza proporzionale
Il Rosatellum è definito un sistema elettorale misto perché combina due anime:
La quota uninominale maggioritaria (circa 1/3 dei seggi):mira a premiare la capacità di coalizione e l'insediamento territoriale, assegnando la vittoria a chi prende anche un solo voto in più nel collegio.
La quota plurinominale proporzionale (circa 2/3 dei seggi):assicura che il peso delle diverse forze politiche all'interno delle Camere rispecchi fedelmente la percentuale di consensi raccolta a livello nazionale (o regionale per il Senato).
2. L'effetto "trascinamento" e le coalizioni
Nel Rosatellum, le coalizioni sono obbligatorie su base uninominale: le liste alleate devono presentare lo stesso candidato comune in ciascun collegio uninominale.
Questo genera l'effetto trascinamento: un elettore che vota per un piccolo partito appartenente a una grande coalizione contribuisce automaticamente a far vincere il candidato uninominale comune, che spesso appartiene al partito di maggioranza relativa della coalizione stessa.
3. Pluricandidature e subentri
La legge consente ai leader e ai candidati di presentarsi contemporaneamente in un collegio uninominale e in un massimo di cinque collegi plurinominali:
Se il candidato vince nel collegio uninominale, viene proclamato eletto lì, liberando il posto nei collegi proporzionali per i candidati successivi della lista.
Se perde l'uninominale ma viene eletto in più collegi proporzionali, viene eletto nel collegio dove la lista ha ottenuto la percentuale minore di voti.