Il disegno di legge stabilisce i principi generali e concede deleghe al Governo in materia di ricerca, sviluppo, applicazione e utilizzo dell'intelligenza artificiale, in conformità al diritto dell'Unione europea. Il provvedimento interviene in ambiti specifici quali la sanità, la ricerca scientifica, il lavoro, le professioni intellettuali, la pubblica amministrazione, l'attività giudiziaria e la tutela del diritto d'autore. Gli interventi riguardano cittadini, lavoratori, imprese, professionisti e amministrazioni pubbliche, prevedendo specifiche tutele per i minori e garanzie di accessibilità per le persone con disabilità.
L'atto designa l'Agenzia per l'Italia digitale e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale quali Autorità nazionali per l'intelligenza artificiale e istituisce un Osservatorio dedicato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per lo sviluppo economico del settore sono previsti investimenti nel capitale di rischio delle imprese fino a un miliardo di euro e trecentomila euro annui per gli anni 2025 e 2026 dedicati a progetti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il testo aggiorna infine il codice penale introducendo una nuova fattispecie di reato relativa alla diffusione illecita di contenuti alterati e specifiche circostanze aggravanti per i reati commessi tramite intelligenza artificiale.